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donna, 35 anni (qualche anno fa...)
solare, incostante, vivace e un po isterica!
pensieridiunadonna@live.it




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- AMAREZZE -
I pensieri amari stamattina si sono mescolati ai colori caldi e languidi dell'autunno. Alberi, campi, cespugli e soprattutto foglie a fare da tappeto lungo le strade e i marciapedi.
Sono arrabbiata.
Riesco a ostentare un certo aplomb, a pensare ad altro, ma la rabbia resta dentro. Ho messo autamaticamente tutto in stand-by. Per la serie ci penserò domani. Ma domani era l'altro ieri.
Non so se dare credito alla vocina che mi ricorda che sono una persona di valore o all'altra che frettolosamente vorrebbe metterci la famosa pezza.
Vacca rana.
- SFUMATURE D'AUTUNNO -

- CANTANDO ALLEGRAMENTE -
La sera a letto la mente va fantasticando liberamente. E' così che sono riuscita a crearmi un angolo tutto mio in un periodo della mia vita in cui il tempo libero per coltivare interessi e passioni personali si è annullato.
Ieri sera pensavo a quando in auto mia madre cantava sorridente, così mi sono accorta che anche io con Viola faccio la stessa cosa: lei sta seduta nel seggiolino sul sedile posteriore e io la guardo attraverso lo specchietto retrovisore e canto. Lei ride. Ricordo che già intorno ai dieci anni sapevo a memoria le canzoni "dei suoi tempi", come le definiva mia madre.
Stanotte sorridevo pensando che probabilmente pure Violetta canterà vecchie canzoni insieme a me, mentre andiamo a zonzo in auto. Stamattina, mentre la portavo dai nonni, sono tornata a quei pensieri della sera prima avendo beccato facendo zapping selvaggio sull'autoradio una canzone che non sentivo da secoli. Ho alzato il volume e iniziato a cantare: Viola mi ha guardata un po dubbiosa poi, come sempre, sorrideva divertita.
"E' inutile suonare qui non vi aprirà nessuno...
il mondo l'abbiam chiuso fuori con il suo casinoooo...
una bugia con i tuoi
il frigo pieno e poi
un calcio alla tv
solo io
solo tuuuuu
soliiiii
la pelle come un vestitoooo
....."
Quando vivo momenti come questo sento vivissima quella linera, quel filo, quel legame di sangue e mi sento tramite da mia madre a Viola. In questi momenti sento davvero che nulla può finire e che il cuore è sempre vivo, come ho sentito viva e presente mia madre. Matrilineare.
- START UP -
E' davvero carino da parte di bersani mettere una buona parola per la tradizione cattolica che dice lui "non può essere offensiva per nessuno".
E' sempre pieno di laici l'anfiteatro della politica italiana, poi in concreto...beh, è la tradizione.
Ma non erano partiti sti democratici?
- DOMANDA -
Un bravo politico è tale solo se non va a trans, se non ha perversioni, se non ha debolezze private?
- ELUCUBRAZIONI -
Stavo pensando... non sarà il caso che io decida di cambiare il titolo del blog? Pensieri di una donna...mah... veramente ormai riesco a dormire comodamente seduta in poltrona fingendo di guardare la tv. "Queste sono le serate.
Direi che "pensieri di una nonna" potrebbe andare meglio.
A parte allattare, cucinare, riassettare, lavare e stirare, fare la spesa, accudire Violetta e tutte le varie ed eventuali casalinghe (oltre al lavoro in ufficio)...beh, di donna non c'è altro!
Mi viene in mente una barzelletta:
moglie: caro...ehm... vorrei fare qualcosa...ehm....che mi faccia sentire donna.
marito: si, dai, vai a fare il caffè.
- STANDING OVATION -
Adoro i pomeriggi di pioggia in casa trascorsi con il sottofondo di una radio con la R maiuscola: Rai Radio 3.
- IL VENTO -
Stasera c'è un'atmosfera strana. Il vento si scatena soprendendo alberi e finestre. Lungo il corridoio, i fischi del vento che si insinua violento in queste stanze d'ospedale dalle pareti azzurro pastello. E' tutto uno spiffero.
E' presto, ma è già silenzio: gli orari che negli ospedali scandiscono i ritmi quotidiani sono incomprensibili.
Gli infermieri del turno di notte sono arrivati e dopo il baccano infernale di voci, zoccoli e gossip di corsia, a farla da padrone è ancora il vento che ulula nel corridoio buio e qui vicino al mio letto, attraverso gli infissi tremolanti.
Qualche bambino ha ancora voglia di giocare e stenta ad addormentarsi eccitato dallo sbattere e ribattere del vento contro le imposte.
Viola dorme. Le manine cucciole incrociate sul naso. E' tranquilla. Respiro regolare. Di tanto in tanto sorride nel sonno. Sono giorni che siamo qui. Ho tenuto duro cercando di non cedere un millimetro alla disperazione, alla paura, all'angoscia.
Ora tutto è passato. Lei sta bene. Nel pomeriggio pensavo perfino che questa esperienza dolorosa fosse già superata, cacciata nel passato. Sarà il vento, che non ho sonno, che non si sente nulla tranne il respiro della piccola qui accanto al mio letto a farmi sentire irrequieta e triste.
Ho allentato la forza che teneva chiusa la porta della paura più irrazionale. Sono stata giorni a spingere: puntare bene i piedi e spalla contro la porta. Tenevo. Non cedevo un millimetro, altrimenti sapevo avrei perso il controllo.
Stasera forse ho abbassato la guardia e si è fatta sentire. Un brivido lungo la schiena, il vento e la paura che possa accaderle qualcosa, che soffra, che un evento imprevedibile me la porti via. La osservo. E' così tenera. Le guanciotte, il nasino pallino, e il ciuffo ribelle dove i capelli scuri mettono in evidenza i fili dei punti chiari che attraversano la sua testolina.Una morsa nello stomaco mi prende improvvisa alla vista di quella cucitura che ora mi appare come una violenza e mi si ripropongono vari momenti difficili di questi giorni.
Ho paura. D'un tratto ho paura ancora. Per lei, che conta su di me. Mi guardava piangendo come potesse letteralmente appendersi ai miei occhi. Non so bene come ricacciare dove era questa angoscia. Vorrei non pensarci più, ed è quello che stavo facendo. Penso ai rischi che ha corso, alla forza che così piccola ha dimostrato: due giorni dopo l'intervento già giocava rumorosa mantenendosi ben seduta sul letto.
Mi commuove riconoscere che è stata pure lei a darmi coraggio con il suo sorriso sempre pronto. E' così serena e allegra che non potevo proprio deluderla. Dovevo essere ottimista, incoraggiante, rassicurante e non piangere nel vederla per esempio in quel lettone tecnologico tra fili, luci, flebo, spie e misurazioni che dai monitor ne tracciavano l'andamento vitale.
Ma ora sono stanca e per fortuna il sonno dilegua la paura cacciandola ancora dov'era. Tra poco le do un bacio, spengo la luce e mi consolo pensando che domani ce ne torniamo a casa.
- LIBERA -
In questi giorni è arrivata una chiamata inaspettata. Un ex che mi racconta le solite cose: salute e lavoro, salute e lavoro, salute e lavoro. Mentre stavo ad ascoltare, la cornetta all'orecchio, sentivo muoversi quella lontana ansietà che si occupava di quei suoi problemi.
No, in realtà non si era proprio mossa, si stiracchiò solo un attimo facendo un grosso sbadiglio per poi tornare in fondo alla memoria. In un angolo. Dove era stata negli utlimi anni.
Ho tirato un bel sospiro di sollievo. Come dire: l'ho scampata. Perchè me la ricordo bene quell'inquietudine perenne, quell'apprensione dentro la quale mi lasciavo trascinare, quel timore, l'affanno attorno ai suoi problemi vari, le tensione del senso di colpa, l'ansia costante del sentirsi responsabile dei cazzi e mazzi altrui. Era così che mi sentivo.
Ho tirato un bel sospiro di sollievo. Non sono più così, come ero in quegli anni.
Ora sono libera.
- PER UN SORRISO -
Mi aspettavo che i miei difetti si rivelassero ad ogni sollecitazione, che quei lati negativi del mio carattere stessero lì stravaccati e illesi dalla mattina alla sera pronti a fare la loro parte.
E in effetti è così.
Tuttavia, resto colpita dal fatto che invece si "aggiungono" aspetti positivi, doti innate che si amplificano, capacità che si gonfiano, risorse personali a sorpresa come a fare la magia di farle saltare fuori da un cilindro magico, l'istinto che ti spiana la strada.
A questo mi riferisco quando dico che un figlio rende migliori.
Sarà la magia del suo sorriso che illumina il cammino, spedisce in secondo piano ogni cosa, mettendo in fila le cose giuste.
Il sorriso di Viola è immensità.